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 Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie

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Turino

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MessaggioTitolo: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Sab Dic 08, 2007 10:46 pm

UN AIUTO ALLE FAMIGLIE DEGLI OPERAI SCOMPARSI.

A partire dalle prossime date del 13 ad Arezzo, 14 a Grosseto e 15 dicembre a Perugia (e a seguire per tutti i concerti del 2008), gli STATUTO saranno impegnati in una raccolta di fondi a sottoscrizione da devolvere alle famiglie degli operai morti tragicamente sul lavoro nell’acciaieria Thyssen Krupp di Torino. Al banchetto del merchandising saranno disponibili delle cassette per le offerte che verranno documentate e consegnate tempestivamente alle famiglie tramite le organizzazioni che se ne occuperanno garantendone l’affidabilità.
Inoltre, sarà anche interamente devoluto tutto il ricavato dalle vendite del cd “Sempre” che contiene il brano “In Fabbrica” . In questo modo gli Statuto si prefiggono di dare e sollecitare un aiuto concreto (seppur limitato rispetto all’enormità della tragedia) e sensibilizzare la coscienza dell’opinione pubblica sulle morti sul lavoro a Torino e in tutta Italia.
Gli Statuto sono disponibili per qualsiasi iniziativa di solidarietà per le vittime della tragedia dell’acciaieria torinese.
www.statuto.net

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Torinobianconera

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Sab Dic 08, 2007 10:53 pm

bella iniziativa
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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Sab Dic 08, 2007 10:57 pm

Torinobianconera ha scritto:
bella iniziativa


per chi non lo sapesse, gli Statuto sono un gruppo musicale torinese....

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rambo

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Sab Dic 08, 2007 11:04 pm

bravi statuto
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lea

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Mer Dic 12, 2007 1:50 am

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mirafiori

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Mer Dic 12, 2007 2:47 am

ci vuole GIUSTIZIA!
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house

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Mer Dic 12, 2007 3:05 am

mirafiori ha scritto:
ci vuole GIUSTIZIA!
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camoranesi

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Mer Dic 12, 2007 10:21 pm

mirafiori ha scritto:
ci vuole GIUSTIZIA!
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mirafiori

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Gio Dic 13, 2007 1:56 am

x chi vuol donare

- CONTO CORRENTE
Destinatario: Paolo Novelli
Causale: Vittime Thyssen

Coordinate Bancarie:
Banca Sella - 30 Sede Torino - Piazza Castello
IBAN CODE: IT 41
CIN: C
COD ABI: 03268
CAB: 01000
CONTO: 052653088520

- CONTO CORRENTE SOSTENUTO DAL TG5
Banca Unicredit
c/c 41125701
Cab: 01046
Abi: 02008
Cin: W
Causale: a favore dei familiari delle vittime delle acciaierie Thyssen
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lea

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Gio Dic 13, 2007 6:27 pm

Torino, l'addio agli operai scomparsi

http://lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=14&IDalbum=6989&tipo=AUDIO


13:05 - La Thyssen partecipa al dolore delle famiglie
Hanno partecipato alla cerimonia funebre nei banchi a metà del duomo di Torino e si sono allontanati senza rilasciare dichiarazioni i rappresentanti del top management tedesco della Thyssen Krupp. Un portavoce sottolinea che l’azienda è vicina al dolore delle famiglie e vuole stare oggi nel silenzio perchè oggi è la giornata del dolore e del silenzio. In tutti gli stabilimenti mondiali del gruppo oggi alle 11.30 è stato osservato un minuto di silenzio e le bandiere sono state abbassate

12:48 - Rinaldini (Fiom): "L'imperativo è non dimenticare"
Gianni Rinaldini, segretario nazionale della Fiom, chiede che al momento della commozione non segua un periodo di oblio sulla questione della sicurezza: «Vorrei che una strage come questa tra tre-quattro giorni non fosse dimenticata. Questa è una priorità e un’emergenza nazionale. Non si dovrebbe morire sul lavoro. Da parte delle imprese la logica della competitività e del profitto sovrasta ormai le condizioni della sicurezza».

12:45 - Terminata la cerimonia funebre: applausi all'uscita dal Duomo
La funzione funebre è terminata nella Cattedrale di Torino e le bare sono uscite tra gli applausi dei presenti, anche quelli della delegazione aziendale della ThyssenKrupp molti dei quali erano in lacrime. Tre feretri saranno portati al cimitero monumentale per essere tumulati, mentre quello di Bruno Santino sarà portato a Nichelino (Torino), dove prima della sepoltura nel cimitero locale verrà celebrata una Messa.

12:31 - Senatori del Pd esprimono vicinanza ai familiari in lutto
«I lavori parlamentari ci trattengono a Roma, ma vogliamo esprimere la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime in questo momento di grande dolore, in cui il legame tra lavoro e morte, che pensavamo consegnato a tempi e Paesi lontani, è ancora in agguato e spezza sorrisi e progetti». Così i senatori del Pd-l’Ulivo Giorgio Benvenuto, Luigi Bobba, Magda Negri, Gianfranco Morgando, Valerio Zanone.

12:28 - Poletto: "Operai vittime d'amore"
I quattro operai morti sono «autentiche vittime d’amore», ha sottolineato il cardinale Poletto in uno dei passaggi più toccanti della sua omelia. «Sì - ha aggiunto rivolto ai parenti - perchè andavano al lavoro per dare una sicurezza economica alle vostre famiglie e questa loro fatica quotidiana è diventata un vero sacrificio d’amore per voi, pagato col prezzo altissimo della vita stessa».

12:10 - Veltroni fa osservare un minuto di silenzio in Campidoglio
Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, prima del suo intervento introduttivo ai lavori del summit dei premi Nobel per la Pace ha fatto osservare un minuto di silenzio in ricordo degli operai deceduti nell’incendio delle acciaierie ThyssenKrupp di Torino.

12:03 - La Thyssen sosterrà gli studi dei figli degli operai scomparsi
La Thyssen Krupp s’impegna a sostenere gli studi dei figli delle vittime del rogo nell’acciaieria di Torino attraverso la costituzione di un fondo. A ciò si aggiungerà il beneficio del ricavato dai conti che sono stati aperti per le donazioni sia in Italia che in Germania.

12:00 - Poletto: "Non lasciare soli i familiari delle vittime"
E' un'omelia densa di una richiesta di giustizia quella del cardinale Poletto che invita a non lasciare soli i familiari delle vittime. «Anche e forse ancora di più in futuro dovremo accompagnare e sostenere queste persone, così come ora il nostro pensiero deve andare a tante altre famiglie che hanno pianto in passato i loro morti sul lavoro. Anche esse -ha concluso- devono sentirsi ricordate e accolte nella condivisione del loro lutto e sostenute dalla nostra solidarietà».

11:57 - Poletto: "Queste morti causate da una ricerca spasmodica del profitto"
Durante la sua omelia il cardinale prova a spiegare il perchè di queste morti senza senso. Poletto non vuole entrare in una questione che compete alla magistratura, ma prende di mira la ricerca spasmodica del profitto e le condizioni di insicurezza nei luoghi di lavoro.

11:51 - Poletto: "Un pensiero agli operai in ospedale"
Dopo aver affermato che tragedie simili non possono ripetersi, il pensiero del cardinale corre ai tre operai rimasti coinvolti nel rogo e che ora lottano per sopravvivere.

11:48 - Poletto: "Il lavoro è per l'uomo, non l'uomo per il lavoro"
Il cardinale ha dichiarato: «Questo è un dramma di tutti. Non ci sono aggettivi adeguati per commentare questa sciagura». E ha proseguito: «La salute non può essere svenduta per un posto di lavoro. Il lavoro è per l'uomo, non l'uomo per il lavoro»

11:42 - Il cardinale Poletto: "Non accadano mai più queste cose"
Durante l'omelia il vescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, ha ammonito: «Non accadano mai più queste cose sul lavoro»

11:35 - Il telegramma del Papa: "Tutela, sicurezza e dignità per lavoratori"
Anche il Santo Padre partecipa al dolore per la scomparsa degli operai. Benedetto XVI ha inviato una speciale benedizione apostolica per mezzo di un telegramma letto dal cardinale Poletto durante la funzione. Il Papa ha inoltre auspicato più «tutela, sicurezza e dignità per i lavoratori».

11:28 - Il dolore dei familiari e degli amici
I feretri sono avvolti come in un abbraccio da genitori, mogli, figli, fratelli e amici. Chini sulle bare, con le mani strette sulle fotografie o a coprire gli occhi carichi di lacrime e di dolore. Sono momenti strazianti, di grande commozione e dolore quelli che si stanno vivendo in questi minuti davanti all’altare del duomo di Torino dove sono state posate le quattro bare, coperte da fiori bianchi, degli operai della Thyssen Krupp morti nel rogo dell’acciaieria.

11: 19 - Le bare portate a spalla dai compagni degli operai
Sono stati i compagni di lavoro a prendere sulle spalle i quattro feretri delle vittime dell’incidente della ThyssenKrupp. Le quattro bare ricoperte di rose bianche hanno fatto ingresso nella cattedrale.

11:08 - Applausi accolgono i feretri
Un fragoroso applauso ha accolto l'arrivo dei feretri nel Duomo di San Giovanni. La gente partecipa con commozione all'ultimo saluto ai quattro operai scomparsi. Prima di giungere in Duomo il corteo funebre è passato dal centro di Torino, che è avvolto da un silenzio irreale.

11:04 - Damiano: "Battaglia per la sicurezza sul lavoro"
Presenta alle esequie il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha dichiarato: «bisogna continuare questa battaglia contro gli infortuni, le morti sul lavoro, una battaglia per la legalità e contro il lavoro nero», ha detto il ministro.

11:00 - Ferrero: "Non si può lavorare in luoghi così insicuri"
Appena giunto in Duomo, il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero ha dichiarato: «essere qui per me è un impegno innanzitutto per esprimere vicinanza alle famiglie ma anche perchè qualcuno non faccia finta di pensare che tutto finisce in qualche giorno. Essere qui in questo senso per me è un impegno: non si può andare avanti con i luoghi di lavoro così insicuri con le situazioni di cui si è parlato in questi giorni».

10:55 - Migliaia di persone ai funerali: presente Boccuzzi, un sopravvissuto
Centinaia di persone sono arrivate al duomo di Torino con largo anticipo rispetto l’inizio dei funerali dei quattro operai morti nell’incendio alla ThyssenKrupp. Tra i primi, seduto in prima fila, Antonio Boccuzzi, il sopravvissuto alla tragedia. Vuoti i primi banchi del duomo riservati ai familiari delle vittime. Gremito tutto il resto del duomo all’interno, ma anche centinaia di persone di tutte le età all’esterno.

10: 50 - Il pianto disperato della moglie di Roberto Scola
Ininterrotto e disperato il pianto della moglie di Roberto Scola, una delle quattro vittime, sorretta da un’altra donna che però ad un certo punto ha gridato: «Roberto, vieni a casa», indicando il portone aperto di via Patetta 8, dove l’operaio viveva. La salma è stata benedetta da padre Enzo Ricci, responsabile della Pastorale del Lavoro e dei Giovani, che proprio nella via dove abitava Scola ha una sede.

10:45 - La folla davanti alla Chiesa
Suonano a lutto le campane del Duomo di Torino. La gente sta prendendo posto tra i banchi e la cattedrale è già affollata. Le quattro bare hanno lasciato gli ospedali e da diversi punti della città raggiungeranno, intorno alle 10.45, piazza Castello. Da qui si sposteranno tutte insieme al Duomo.

10:40 - Gli operai: "Non vogliamo i rappresentanti della ThyssenKrupp"
L'annuncio dei rappresentanti della ThyssenKrupp alle esequie degli operai ha già scatenato polemiche. I lavoratori hanno fatto sapere di non ritenere gradita la presenza di esponenti della fabbrica sotto accusa per il rogo in cui hanno perso la vita quattro persone.

10: 30 - La madre di uno degli operai: "Voglio andarmene con mio figlio"
Parla la madre di Angelo Laurino, uno degli operai morti nel rogo della ThyssenKrupp. «Voglio morire, voglio andarmene con mio figlio», urla così la sua disperazione la mamma di Angelo quando il carro funebre si ferma sotto l’abitazione della famiglia prima di raggiungere il Duomo di Torino.

Torino ricorda i quattro operai
Intorno alle 11 sono iniziati i funerali delle vittime della ThyssenKrupp al Duomo di Torino. Sono arrivate diverse corone di fiori dagli enti pubblici, ed anche dalla multinazionale tedesca. E' l'ultimo omaggio ai quattro operai uccisi sul lavoro: Antonio Schiavone, 36 anni; Angelo Laurino, 43 anni; Roberto Scola, 33 anni; Bruno santino, 26 anni. Alla cerimonia funebre officiata dal cardinale Severino Poletto con l'ausilio di don Luigi Ciotti, sono presenti, oltre i ministri Cesare Damiano e Paolo Ferrero, la presidente della regione Mercedes Bresso, il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, il sindaco Sergio Chiamparino, pure l’ambasciatore tedesco Michael Steiner e rappresentanti della Thyssenkrupp.
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mirafiori

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Gio Dic 13, 2007 6:45 pm

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JUVENTINOLOGO

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Sab Dic 15, 2007 10:20 pm

Insicuri & impotenti

I controllori: manca tutto, possiamo ispezionare solo il 2 per cento delle aziende

GIANNI GIACOMINO, GIUSEPPE LEGATO
TORINO
A Mani nude. A fare i controlli con il personale sotto organico, con la disponibilità di 24 ore su 24 e con la benzina da pagarsi ogni volta che si esce in straordinario. Dura la vita dei tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro delle Asl, gli “Spresal”. Durissima. Perché in Piemonte sono un manipolo di appena 162. Che vuol dire uno ogni 9 mila lavoratori. Dovrebbero essere 225, ma i numeri sono questi. Nella nostra regione le ditte esistenti sono 275.496. In un anno, se ne possono controllare 6866, appena il 2,5 per cento sul totale. Il resto campa senza controlli, almeno di quelli dello Spresal. Cifre che fanno intuire come la capacità di incidere nel settore della prevenzione sia bassa almeno rispetto alla voglia di questi ragazzi che con intuito e professionalità possono evitare altre tragedie sul lavoro. Una cosa è certa: questi tecnici si fanno in quattro. Ieri mattina uno di loro, Michele Montrano, dall’Asl5 diceva più o meno così: «Ho già sul groppone 160 ore di straordinario eppure mi sento ancora dire che facciamo i corsi di preparazione insieme alle estetiste.

Dal 1994 a oggi ho fatto 10 giorni di mutua. Mi sono laureato, ho studiato duro, ho tolto tempo ai miei cari. E adesso mi prendono anche per il... Ho quasi pensato di restituire il tesserino». Dura la vita degli Spresal. Dal 1999 chiedono alla Regione Piemonte di avere un aggiornamento degli organici «e invece loro prevedono di investire appena il 5 per cento nella prevenzione ogni 12 mesi» - dice Maria Gabriella Pregnolato, un’altra ispettrice. Mario Marchio, un tecnico comune che conosce bene l’universo dei controlli, la mette giù in questo modo: «Da sette anni ci lamentiamo. Chiamiamo, telefoniamo, scriviamo, chiediamo incontri e ripetiamo sempre lo stesso ritornello: siamo pochi, troppo pochi per fare un lavoro che, almeno in termini di quantità, aumenta sempre di più e ci impegna 12-13 ore al giorno». I dati che snocciolano gli Spresal sono impressionanti: delle 6866 aziende controllate il 60 per cento ha presentato delle irregolarità emerse durante le verifiche. Non è finita. Negli ultimi anni, per quattro tecnici che hanno lasciato l’incarico, ne è stato assunto uno solo. «Siamo sotto organico di almeno 63 unità, da tempo non si indicono concorsi e non dimentichiamo che, almeno il 70-80 per cento del nostro lavoro, viene svolto per indagini della magistratura» - dicono Sergio Peraudo e Palo Smania, della segreteria dell’Unione Nazionale Personale Ispettivo Sanitario d’Italia -. Ovvero: c’è un incidente, ci chiamano e noi andiamo nelle aziende». E i blitz a sorpresa? «Il tempo è quello che è - continua Marchio -. Dopo aver svolto il lavoro per la Procura, dedichiamo il resto a formazione e ispezioni non richieste dagli inquirenti». Ma è la dinamica stessa di questo lavoro a finire sotto accusa: «Capita di dover svolgere esami e indagini supplementari per casi a dir poco banali, soprattutto se li si guarda in riferimento alla tragedia della Thyssen». Qualche esempio? «Se un cameriere si rompe una gamba scivolando sul ghiaccio mentre va a buttare la spazzatura fuori dal locale, ci vogliono sette giorni di lavoro». Impensabile dunque controllare le altre ditte. Ogni ispettore deve seguire in un anno 62 casi e ogni caso necessita di 2 settimane di indagini: «Fate un po’ il conto, il tempo non basta». Infine c’è la grana degli stipendi.

I tecnici dello Spresal al massimo dell'avanzamento professionale prendono 1400 euro al mese. Il parco auto è quello che è, non certamente sufficiente a coprire tutte le emergenze. Il lento smembramento del pubblico ha fatto il resto: «Fino a poco tempo fa - dice Marchio - vigeva la cosiddetta circolare Valpreda: ogni quattro pensionati, se ne assume uno nuovo. Niente turn over insomma. Noi andiamo avanti comunque. Abbiamo passione. Ma sia chiaro: facciamo quello che possiamo».
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mirafiori

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Dom Dic 16, 2007 4:05 pm

Thyssen, morto quinto operaio

È morto questa mattina intorno alle 9.30 Rocco Marzo, 54 anni
L'uomo era ricoverato alle Molinette di Torino con ustioni gravissime. Nei giorni scorsi i medici avevano tentato una serie di operazioni per cercare di salvarlo. Ancora grave Giuseppe Demasi.
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donajuve

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Dom Dic 16, 2007 4:10 pm

triste ....CIAO ROCCO RIPOSA IN PACE.

Questa tragedia sta diventando sempre più grande, spero che i resbonsabili la paghino cara !!
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Torinobianconera

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Lun Dic 31, 2007 3:58 am

purtroppo anche il sesto operaio non ce l'ha fatta...


Torino, Giuseppe Demasi era l'unico sopravvissuto alla strage del 6 dicembre
In segno di lutto cancellati i festeggiamenti per il capodanno in piazza
Thyssen, la tragedia del rogo
morto anche il settimo operaio
Venerdì gli operai dell'acciaieria avevano organizzato una fiaccolata di solidarietà
Domani sera alle vittime del lavoro sarà dedicata la tradizionale marcia della pace del Sermig

<B>Thyssen, la tragedia del rogo<br>morto anche il settimo operaio</B>

Giuseppe Demasi
TORINO - E' morto Giuseppe Demasi, 26 anni, il settimo operaio ustionato nell'incendio del 6 dicembre alla Thyssenkrupp di Torino. Il ragazzo era l'unico rimasto in vita dopo la tragedia. Nell'incendio era morto sul colpo Antonio Schiavone, poi nelle settimane successive si sono verificate le altre morti. Demasi era stato sottoposto a tre interventi chirurgici, ma nei giorni scorsi le sue condizioni si erano aggravate.

Proprio venerdì gli operaio dell'acciaieria avevano organizzato una fiaccolata di solidarietà per il loro compagno che stava lottando fra la vita e la morte e per ricordare le altre sei vittime: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo e Rosario Rodinò.
Tra i manifestanti c'erano anche i familiari dello stesso Giuseppe Demasi, il padre Calogero e la sorella Laura, oltre allo zio di Rosario Rodinò, Carlo Cascino, e il padre di Bruno Santino, Antonio. "Giuseppe Demasi si deve salvare per raccontarci quello che è successo, facciamo tutti il tifo per lui", aveva urlato Antonio Santino. Davanti al Cto i manifestanti avevano poi osservato un minuto di silenzio e applaudito a lungo in segno di incoraggiamento per Demasi. Ma il cuore del ragazzo non ha retto. E' morto oggi poco dopo le 13.30.

In segno di lutto, non ci saranno i festeggiamenti in piazza per la notte di San Silvestro a Torino. Cancellate dal sindaco le due manifestazioni pubbliche: la festa in piazza Castello (dove erano previsti intrattenimenti musicali con dj) e i fuochi d'artificio sul Po. E sarà dedicata alle vittime del rogo nell'acciaieria della Thyssenkrupp, la marcia della pace del Sermig, che ogni anno da 40 anni la sera del 31 dicembre percorre le vie di Torino e si conclude nell'Arsenale della pace, dove l'associazione del volontariato cattolico tiene la cosiddetta "Cena del digiuno".

Le migliaia di giovani che partecipano alla manifestazione si ritroveranno davanti allo stabilimento di corso Regina Margherita, fermo dal 6 dicembre scorso quando sulla linea di produzione numero 5 le fiamme ustionarono a morte sette. "Scandiremo i nomi di decine di morti sul lavoro - spiega il fondatore del Sermig, Ernesto Olivero - per ricordare che una fabbrica, un cantiere o un ufficio devono essere un luogo di serenità, di promozione umana dove le persone trovano le sostanze per mantenere la propria famiglia e mandare i figli a scuola".
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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Lun Dic 31, 2007 5:51 am




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juventina

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Lun Dic 31, 2007 4:48 pm

Non sarà un bel Capodanno per le famiglie degli operai, RIP
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Turino

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MessaggioTitolo: Re: Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie   Mar Gen 01, 2008 7:36 pm

Torino. Appena quattro feriti lievi e poche richieste di interventi delle Forze dell'Ordine per i botti. La città in lutto per i sette morti della Thyssenkrupp ha vissuto la notte di San Silvestro senza feste pubbliche in piazza e nemmeno fuochi d'artificio sulle rive del Po annullati dal sindaco Sergio Chiamparino. Pochi i botti lanciati per le strade torinesi pressochè deserte. Il chiasso della mezzanotte è durato pochi minuti. Il 2008 a Torino è stato accolto per lo più con feste in casa e nei locali vissute senza scossoni e poco fragore. Alla tradizionale marcia della Pace organizzata dal Sermig e dedicata alle vittime della Thyssenkrupp hanno preso parte migliaia di persone che in silenzio, fiaccola in mano, hanno camminato per le strade. Il corteo, partito dai cancelli della fabbrica dove il rogo del sei dicembre ha ucciso sette uomini, dopo la tappa all'Arsenale della Pace si è concluso, come di consueto, al Duomo dove l'arcivescovo della città, il cardinale Severino Poletto, durante la messa ha ricordato la morte dell'ultima vittima della Thyssenkrupp, Giuseppe Demasi.

Repubblica.it

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Aiutiamo le famiglie degli operai scomparsi alle acciaierie
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